Mamma protesta con le maestre dell’asilo: “Meglio bagnato di pipì che vestito di rosa”

Il bambino si fa la pipì addosso e le maestre lo vestono di rosa con abiti di fortuna per non lasciarlo bagnato. La mamma protesta: meglio sporco di pipì.

Succede spesso che i bambini all’asilo non facciano in tempo ad andare in bagno: c’è chi è troppo preso dal gioco e non comunica l’esigenza, chi non sa trattenere lo stimolo e chi invece si sporca strada facendo. E così i bambini vengono spesso cambiati con il cambio lasciato da mamma e papà nell’armadietto o con dei vestiti di fortuna. Non si sta a guardare i colori o lo stile, ciò che conta è che il bimbo sia asciutto e lo sia velocemente.

È successo così nei giorni scorsi anche scuola dell’infanzia Peter Pan a Chivasso, ma una mamma è andata su tutte le furie perché il suo bambino di 3 anni ha dovuto indossare dei pantaloni rosa, considerati dalla genitrice “da femmina”. La donna ha dunque consegnato un biglietto alle insegnanti:

«Vi ringrazio per i pantaloni rosa e le mutandine che avete imprestato al bambino dopo aver esaurito la scorta. Però le norme sociali non le abbiamo fatte noi. Lo preferivamo sporco e bagnato, che sappiamo asciuga, piuttosto che vestito da femmina e con le idee sull’identità di genere in conflitto».

Una doccia fredda per tutto il corpo insegnati, che ha pensato di agire con il buon senso e di far prevale quello piuttosto che i luoghi comuni sull’identità di genere. Lo stesso preside Angelantonio Magare ha così commentato:

«Nessuno si aspettava che una mamma preferisse lasciare il figlio bagnato di pipì piuttosto che vestito di rosa. Se non rigettiamo questo tipo di pensieri, non possiamo che alimentare idee distorte legate al modo di vestire o pensare».

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