Cina, il governo separa i bambini musulmani dalle loro famiglie?

Secondo la BBC il governo cinese starebbe allontanando i bambini musulmani dalle loro famiglie naturali?

bambini musulmani

La BBC lancia l'allarme. Secondo l'emittente televisiva il governo cinese starebbe separando i bambini musulmani dalle loro famiglie nella regione occidentale dello Xinjiang, perché non crescano seguendo i dettami della loro fede e parlando la loro lingua. Sarebbe quello che emerge da una ricerca dalla quale si è scoperto che in una sola città 400 bambini sono stati allontanati dalle famiglie, con i genitori portati in prigione o in centri di rieducazione. Ma il condizionale è d'obbligo.

Quello emerge è che il governo di Pechino starebbe colpendo duramente la minoranza uiguro-musulmana, che spesso viene ricollegata a fenomeni di terrorismo. La BBC avrebbe raccolto delle testimonianze di persone che non vedono più da tempo i loro bambini, dei quali sembrano essersi perse le tracce. Sono state fatte almeno 60 interviste a genitori e parenti che denunciano la scomparsa di figli o piccoli parenti. Secondo la BBC sarebbe in atto una vera e propria repressione, con molte persone finite nei campi di rieducazione cinesi, anche se in realtà le autorità smentiscono ogni cosa.

Le autorità cinesi sostengono che gli uighuri sarebbero stati rinchiusi in centri di formazione professionale per evitare l'estremismo religioso violento, anche se l'inchiesta sostiene invece che vengano rinchiusi solo per il loro credo religioso o per il loro legame con altri paesi stranieri, come ad esempio la Turchia. Nella regione sempre l'amministrazione starebbe costruendo molte scuole e numerosi dormitori, con una campagna senza precedenti.

Nel 2017 i bambini iscritti negli asili di Xinjiang è aumentato di mezzo milione, il 90% dei quali sono bimbi uighuri e altre minoranze musulmane. Aumenta la costruzione dei centri di detenzione, aumenta quella dei dormitori per i bambini, con un nesso che desta allarme nella comunità internazionale.

Photo by Bess Hamiti from Pexels

Via | Corriere del Ticino

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