Finlandia, 6 mesi di congedo parentale anche per i papà

In Finlandia si discute di una legge per aumentare il congedo parentale retribuito per i papà fino a sei mesi.

Finlandia, 6 mesi congedo parentale papà

Mentre in Italia si litiga per le cose più assurde, in Finlandia si discute di una legge per portare a sei mesi anche il congedo parentale per i papà. Una riforma che sarà una spesa in più per lo Stato ma che mira soprattutto al benessere delle famiglie e a incentivare i papà a trascorrere del tempo con i figli e a godersi i primi mesi con loro.

Il ministro della Salute e degli affari sociali, Aino-Kaisa Pekonen, ha presentato la nuova riforma del congedo familiare tramite una conferenza stampa intitolata per l’appunto: “Una riforma radicale”. Ad oggi in Finlandia le mamme possono prendere 4,2 mesi, mentre i papà 2,2 mesi fino al compimento dei due anni, a questi si possono aggiungere altri sei mesi di congedo parentale, ma gli uomini ne usufruiscono davvero pochissimo.

Se la riforma dovesse essere approvata il congedo parentale retribuito aumenterà fino a 14 mesi in totale, cioè 164 giorni per ciascun genitore che equivalgono a 6,6 mesi. Lo Stato ha anche considerato la possibilità di trasferire fino a 69 giorni della loro quota al partner, una decisione che va ad aiutare ulteriormente le famiglie.

Questa riforma è davvero rivoluzionaria e aiuta concretamente le famiglie, senza limitazioni e senza mettere i genitori nelle condizioni di dover tornare a lavoro anche se non sono pronti. La riforma radicale costerebbe allo Stato 100 milioni di euro in più all’anno, ma sono certa che sarebbero molte di meno le donne che smetterebbero di lavorare. In Italia sono tante le donne che dopo la nascita dei figli non vanno più a lavorare, perché non riescono a organizzarsi e non hanno nessun aiuto.

L’uguaglianza sul posto di lavoro passa anche per queste riforme, si deve guardare a salvaguardare le donne e a fare poi lo stesso con gli uomini. Il congedo parentale per i papà non vuole essere una rivoluzione, ma offrire la libertà di scelta e un po’ di sana flessibilità alle famiglie che potranno scegliere come gestire l’arrivo del bambino nel modo che gli viene più comodo.

via | hameensanomat
Foto | Pixabay

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