Sale parto oggi chiuse per sciopero, garantite le emergenze


Hanno chiuso le porte le sale parto italiane per tutta la giornata, per uno stop continuativo di 24 ore. È la prima volta che ginecologi e ostetriche incrociano le braccia per un periodo così lungo e l’obiettivo è quello di sensibilizzare i politici sui problemi della categoria, sia in materia di sicurezza e chiusura dei punti nascita sia sullo stress psicologico e professionale cui i medici sono sottoposti.

Oggi sono comunque garantite le emergenze e le prestazioni non differibili. I medici hanno dichiarato di essere pronti a prestare servizio qualora dovessero verificarsi delle situazioni critiche. Non saranno però effettuati parti programmati e sono ferme le attività di ambulatorio e quelle dei consultori familiari.

I medici chiedono rispetto per la loro professione e soprattutto che venga messo un freno al contezioso medico-legale. Gli ospedali non pagano le assicurazioni e i dottori devono farsi carico di polizze dai costi esorbitanti (anche 30 mila euro l’anno), che non possono neppure essere scaricati dalle tasse. Aggiungiamo poi che un giovane, dopo 12 anni di studio, che entra finalmente nel mondo del lavoro non ha i soldi per pagare i premi e anche per questo stanno scendendo bruscamente le iscrizioni all’università per alcune specializzazioni.

Oggi con questo blocco delle nascite sono previsti circa 1.100 bimbi in meno. I parti cesarei sono stati anticipati o posticipati in base alla salute delle mamme in attesa. Quanti sono i professionisti impegnati nella protesta? Si contano circa 15 mila persone e a Palermo è stata organizzata anche una manifestazione nazionale, sostenuta da Fesmed, Aogoi, Sigo, Agui, Agite, Sieog e Aio, le principali sigle di categoria. L'adesione, comunicano i sindacati, è di oltre il 90% se si escludono i medici precettati per garantire le urgenze e le prestazioni indifferibili.

Via | Corriere

Foto | Getty Images

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