Congedo di paternità: le nuove regole e quanti giorni spettano

Stare accanto al bimbo nei primi mesi di vita non è un privilegio che spetta solo alla mamma, anche i papà possono usufruire dei congedi. Ecco che cosa dice la legge e come farne richiesta.


Non sono molti gli uomini in Italia a sfruttare il congedo di paternità, mentre in Europa è diventato non solo la norma per molti padri che scelgono di stare a casa al posto della donna, ma un vero e proprio diritto acquisito. La nuova legge che risale al 28 giugno 2012 e vale per il triennio 2013-2015, prevede che il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, abbia l’obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di un giorno (congedo obbligatorio).

Per quest’astensione, che nulla ha a che vedere con il congedo parentale della mamma, è prevista un’indennità pari al 100 percento della retribuzione. Ha poi la possibilità di usufruire di altri due giorno (congedo facoltativo), in accordo e sostituzione della mamma, sempre con lo stesso trattamento economico. L’indennità è anticipata dal datore di lavoro – e successivamente conguagliata con l’Inps.

Il congedo di paternità può essere simile a quello della mamma se si presentano quattro situazioni specifiche: morte o grave infermità della madre, abbandono del figlio da parte della madre, affidamento esclusivo del figlio al padre o rinuncia totale o parziale della madre lavoratrice al congedo di maternità alla stessa spettante in caso di adozione o affidamento di minori. Ovviamente, ci deve essere una rinuncia scritta della donna.

Il padre ha quindi diritto di usufruire del congedo e di stare a casa per il tempo messo a disposizione alla mamma. In caso di madre non lavoratrice, il congedo di paternità termina al terzo mese dopo il parto. In caso di parto prematuro con ricovero del neonato in una struttura ospedaliera, il congedo di paternità può partire dalla data di rientro a casa del bambino.

Via | Inps

Foto | Pinterest

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