Bambini in alto mare, un aiuto per i piccoli profughi sbarcati a Lampedusa

Sono tanti i migranti sbarcati a Lampedusa, soprattutto mamme e bambini. Per aiutarli Aibi scende in campo con il progetto di solidarietà Bambini in alto mare, per accogliere temporaneamente madri, e minori giunti senza mamma e papà.

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Gli sbarchi di migranti a Lampedusa hanno lasciato tutti con il fiato sospeso. Fa rabbrividire, pensare a quanti siano deceduti in mare. E gli sbarchi in Italia che continuano senza sosta, sono soprattutto di donne e bambini.

Per correre in loro aiuto, l'Ong Aibi scende in campo con un'iniziativa di emergenza, Bambini in alto mare, per sostenere mamme sole con bimbo e i minori non accompagnati, chiedendo appoggio a famiglie disposte ad accoglierli temporaneamente.

Oltre alle madri con figli piccoli, giunti per sfuggire a guerra e disperazione, ci sono anche molti bambini e ragazzi che hanno un'età compresa tra gli 11 e i 17 anni (ma ce ne sono anche di 3-4 anni). La situazione è grave. Al 7 ottobre i minori giunti via mare erano 6316 di cui 4056 non accompagnati (Misna). Bisogna pur fare qualcosa, dato che i centri di prima accoglienza e le comunità educative non hanno abbastanza spazio per accogliere tutti.

Le famiglie ideali per questo tipo di aiuto sono quelle che hanno già accolto un bimbo in affido, in adozione o che sono iscritte negli elenchi certificati dei rispettivi comuni come famiglie affidatarie. Se la famiglia non se la sente di accogliere i profughi in casa, può contribuire in altro modo offrendo una abitazione libera, attivando un Sostegno Senza Distanza, facendo del volontariato presso le strutture dove Aibi accoglie i piccoli, o una donazione libera. Le possibilità per dare una mano sono molte. Finora le famiglie disposte ad accogliere un minore che si sono rese disponibili sono 421.

Foto | Aibi

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