Incinta di due gemelli viene rifiutata da diversi ospedali e uno dei piccoli muore

Una donna che stava per partorire due gemelli non è riuscita a trovare posto in ospedale e ha perso uno dei suoi piccoli. E' accaduto in Piemonte

Terribile caso di malasanità, perché di questo si tratta, ai danni di una donna incinta e di uno dei gemelli che stava per dare alla luce. Infatti la sua piccola Aurora non ce l'ha fatta, mentre il gemellino Cristian sta bene e vivrà.

La gravidanza gemellare di una donna di Domodossola, di cui, naturalmente, non conosciamo le generalità per ragioni di privacy, in fase conclusiva ma pretermine, aveva registrato delle complicanze che i medici del centro nascite dell'ospedale San Biagio della cittadina piemontese che seguivano la paziente non erano attrezzati ad affrontare.

Così, la paziente viene indirizzata all'Ospedale Maggiore di Novara, una struttura in cui avrebbe potuto avere una migliore assistenza. Il nosocomio, o meglio, il suo reparto di neonatologia, però, non ha posto, e così la partoriente viene "dirottata" verso l'ospedale di Alessandria. Peccato che il trasferimento si trasformi in un vero e proprio incubo.

170 km che vengono percorsi su un mezzo inadatto, senza l'ausilio dell'ambulanza medicalizzata, la Stam, attrezzata per il trasporto delle partorienti. Trascorrono sette lunghissime ore fino a che la donna non trova finalmente un posto dove partorire. L'odissea termina all'ospedale di Alessandria, ma l'epilogo è drammatico, perché la donna mette al mondo due bimbi di cui uno, la piccola Aurora, perde subito la vita. Un decesso che si sarebbe potuto evitare con un ricovero tempestivo e un'assistenza più pronta, come amaramente constatano anche i medici dell'ospedale di Domodossola:

Era notte e quindi l'elicottero non poteva alzarsi in volo, necessitava quindi un trasferimento in ambulanza. Peccato che la sola medicalizzata fosse impegnata in un altro trasporto urgente e quindi un altro mezzo è partito da Verbania per risalire sino a Domodossola e poi correre ad Alessandria: 170 chilometri

Ha spiegato ai giornalisti Fabrizio Comaita, segretario della Federazione dei medici pediatri del Verbanio-cusio-Ossola. Una vicenda che ci fa riflettere, alla luce soprattutto dei sempre più drastici tagli alla sanità a cui ormai assistiamo da diversi anni, che non possono non incidere sulla qualità del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Il nostro pensiero va dunque a questa mamma sfortunata, alla sua bimba che non ha avuto la sua chance di sperimentare la vita fuori dall'utero materno, e al suo gemellino che, invece, vivrà anche per lei.

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