Gaslighting sui figli: come riconoscere i segnali?

Scopri cosa è il gaslighting sui figli, quali sono i rischi e le conseguenze e in che modo un genitore può cambiare il proprio comportamento

Cosa vuol dire fare gaslighting sui figli? Ed esattamente, cosa indica la parola “gaslighting”? Ciò che un genitore desidera più di ogni altra cosa è il benessere emotivo e fisico dei propri bambini. Quando diventi mamma o papà, tutto il tuo sistema di priorità si sposta, e al primo posto subentra il tuo piccolino. Nonostante ciò, anche i genitori con le migliori intenzioni possono mettere in atto dei comportamenti dannosi per i propri bambini.

In questo articolo vogliamo parlarti, ad esempio, del gaslighting, e cioè di una forma di manipolazione che porta l’interlocutore (in questo caso tuo figlio) a mettere in discussione le proprie percezioni, la propria realtà e la propria verità. Spesso a mettere in atto un comportamento del genere – che se portato all’estremo rientra nei meccanismi della violenza psicologica – sono dei partner all’interno di una relazione di coppia. Ma il gaslighting può avere luogo anche in una relazione genitore-figlio, datore di lavoro-impiegato e persino fra colleghi o nelle amicizie.

Probabilmente in questo momento ti starai domandando se anche tu, inconsciamente, non stia mettendo in atto un meccanismo del genere nei confronti di tuo figlio.

In questo articolo vogliamo dunque fornirti alcuni spunti per riflettere e capire se è o meno il caso di modificare alcuni comportamenti.

Esempi di gaslighting sui figli: frasi e comportamenti da evitare

  1. Quello che stai ricordando è sbagliato: al mondo, non esistono due persone che conservano lo stesso identico ricordo di un fatto accaduto. Tuo figlio potrebbe ricordare qualcosa in base al suo punto di vista, e tu in base al tuo. Annullare il suo pensiero etichettandolo come “sbagliato” porterà il bambino a dubitare dei suoi stessi ricordi, e a lungo andare tutto ciò si ripercuoterà anche sulla sua vita da adulto.
  2. Non hai motivo di essere triste/arrabbiato: i sentimenti come la rabbia o la tristezza hanno tutto il diritto di esistere. Se tuo figlio avverte un sentimento del genere, sminuirlo e toglierne la ragione di esistere lo porterà a non fidarsi più delle sue sensazioni.
  3. Io alla tua età prendevo tutti 10 a scuola: competere con i figli non li aiuterà a migliorare nella vita, ma li farà solamente sentire inferiori. Se vuoi spronare tuo figlio a impegnarsi in una sfida, usa il rinforzo positivo. Elogia i suoi successi e i suoi miglioramenti spronandolo a non mollare.
  4. Ma non puoi essere buono come Lorenzo? I paragoni fanno male, a qualsiasi età e in qualsiasi tipo di relazione. Fare paragoni tra le persone non è mai una cosa costruttiva da fare, neanche quando a ricevere una frase del genere è un bambino.
  5. Sminuire i successi: se a scuola l’insegnante ha dato un buon voto a tuo figlio per aver fatto un bel disegno, sminuire il successo con frasi del tipo “Non potresti impegnarti in matematica invece di colorare?” servirà solo a far ridurre l’autostima del bambino.

Ti capita mai di mettere in atto qualcuno di questi comportamenti? Se si, ricorda che riconoscere e dare la giusta importanza alle emozioni, alle sensazioni e ai pensieri del tuo bambino lo aiuterà a crescere come un adulto sano, equilibrato e più felice.