Torino: i manifesti contro le famiglie Arcobaleno e l'utero in affitto

A Torino sono apparsi dei manifesti contro le famiglie Arcobaleno e l'utero in affitto realizzati dalle associazioni Pro vita e Generazione famiglia.

manifesti contro le famiglie Arcobaleno a Torino

La cultura dell’odio di questo periodo storico è veramente preoccupante. A Torino sono comparsi dei manifesti contro le famiglie arcobaleno e in particolare quelle composte da due uomini. Il manifesto è di pessimo gusto ed è stato promosso dalle associazioni Pro vita e Generazione famiglia che sostengono di difendere la famiglia, ma evidentemente solo alcune famiglie e non il concetto di “famiglia”.

Il cartellone è stato esposto a Torino ma pare sia in arrivo anche a Roma, Milano e Napoli. In primo piano c’è un bambino dentro un carrello della spesa con sopra un codice a barre sul petto, dietro due uomini dallo sguardo scuro indicati come genitore 1 e genitore 2. Il bambino chiaramente piange disperatamente, per orchestrare al meglio questo squallido messaggio. Di lato c’è la frase “Due uomini non fanno una madre” seguiti dall’hashtag #Stoputeroinaffitto.


Innanzitutto mi chiedo chi ha autorizzato questi cartelloni e non chiamiamola libertà d’espressione perché è un invito a odiare quello che viene catalogato come diverso, ma diverso da cosa? Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha replicato su Twitter che due persone che si amano fanno una famiglia e che lei continuerà a registrare all’anagrafe questi bambini e le loro famiglie.

Pro vita e Generazione famiglia si sono scagliate contro l’utero in affitto, una delle procedure mediche che consente a tante famiglie di avere dei bambini, moltissime celebrities hanno avuto i loro bebè con l’utero in affitto. È una pratica estrema? Certo che si, ma è una scelta personale che non dovrebbe essere giudicata ne etichettata a priori come sbagliata o negativa. Tra l’altro il 90% delle coppie che ricorre all’utero in affitto è eterosessuale.

Il desiderio di diventare genitori e avere dei figli non rientra tra le cose che si possono giudicare, ogni persona prima di essere omosessuale o eterosessuale è un individuo con sogni, desideri e progetti. Ci sono persone che non vogliono figli ed altre che li vogliono a tutti i costi e questo è indipendente dall’orientamento sessuale che non è una scelta, ma una caratteristica in mezzo a tante altre che possiamo mettere sullo stesso piano dei capelli ricci o lisci, del colore degli occhi o l’altezza. E quindi se si è etero si possono figli, se si è omosessuali invece no? E se si è donne va bene la fecondazione assistita se si è uomini no? Se ci si riesce in un tentativo ok, in tre no?

Dovremmo smetterla di giudicare e mettere bocca su cose che non capiamo e non ci interessano da vicino ma, soprattutto, che non arrecano danni a nessuno. Un bambino che nasce con tanti sacrifici (è l’utero in affitto lo è) sarà amato, esattamente come tutti gli altri.

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