Video per adulti proiettato a scuola per errore, maestra denunciata dai genitori

In una scuola di Vicenza, in un Istituto gestito da suore, una maestra per errore fa vedere ai suoi alunni un video per adulti. Subito è scattata la denuncia da parte dei genitori, giustamente imbufaliti. Ed ecco la sua difesa.

scuola elementare

Un video a luci rosse a scuola. E' quello che è successo alla scuola elementare paritaria Farina, gestita da suore nel pieno centro di Vicenza: alcuni ragazzi di una quinta elementare, infatti, hanno assistito per qualche secondo alla proiezione di un video per adulti. L'errore è stato della maestra, che invece voleva far ascoltare un po' di musica ai suoi allievi: ma all'improvviso sulla lavagna interattiva della scuola è apparso questo video con scene decisamente bollenti.

La maestra, che voleva far ascoltare delle canzoni ai bambini lunedì scorso, ha inserito la chiavetta Usb nel dispositivo multimediale in dotazione all'aula. Ma al posto di ascoltare musica, i piccoli hanno assistito a delle scene di sesso. La maestra se n'è accorta subito ed è corsa ai ripari più in fretta che poteva, ma qualche secondo di quel filmato è stato comunque visto dai piccoli alunni.

I ragazzi hanno subito raccontato l'accaduto ai genitori non appena sono tornati a casa, spiegando di aver visto scene che sembravano un'orgia. Alcuni sono anche rimasti scioccati.

Hanno visto, alcune bambine sono rimaste così turbate dal filmato da non riuscire a parlarne con i genitori.

I genitori hanno immediatamente denunciato l'insegnante, nonostante le suore che gestiscono l'istituto abbiano subito parlato di errore e che non fosse intenzione della maestra far vedere quel filmato ai suoi ragazzi. La scuola ha già disposto degli incontri con la psicologa, sottolineando che si è trattato di un errore come sottolineato dal preside Pietro Sergio Cervellin:

Prima di tutto, il nostro obiettivo è la serenità dei bambini. Si è trattato di un errore l’insegnante ha detto di aver avuto la chiavetta dalla mamma di uno studente di un’altra classe e si è fidata. E’ nostra intenzione fornire alle famiglie una versione chiara della vicenda, approfondendo con una nostra indagine.

Via | Corrieredelveneto

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