Scambio di embrioni a Roma: la mamma decide di tenere i due gemelli

Scambio di embrioni all'Ospedale romano Sandro Pertini. La coppia per cui la fecondazione è andata a buon fine decide di tenere gli embrioni anche se non sono suoi a livello biologico.

Un' altro ospedale italiano nei pasticci. Questa volta non si tratta di morti sospette o di errori di diagnosi ma di scambio di embrioni. Proprio nel periodo in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illeggittima la Legge 40, scoppia un caso all'Ospedale Sandro Pertini di Roma.

Tutto ha inizio nel dicembre del 2013 quando delle coppie si sottopongono alla fecondazione assistita presso il Centro dell'Ospedale. Ma dopo tre mesi due delle donne scoprono che gli embrioni che hanno in grembo non sono i loro. In particolare, nel momento in cui una delle due future mamme si sottopone alla villocentesi, test che permette di evidenziare se ci sono anomalie genetiche del feto.

La questione ancora più dolorosa rispetto al rendersi conto del pasticcio e dello scambio, é che per una delle due donne, Anna, la fecondazione è andata buon fine mentre per l'altra, Lia, l'esito non è stato positivo per cui ha subito un aborto spontaneo.
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In più, Anna che ha scoperto che se porterà avanti la gravidanza partorirà due gemelli, ha deciso di tenerli. Anna racconta, attraverso il suo avvocato, Michele Ambrosini in questi termini:

"Questi bambini vivono dentro di me, li ho sentiti battere sul mio cuore, crescono e sono sani. Come posso decidere del destino di due creature così attese? Sì, ho avuto un momento di umano rigetto quando ho saputo che non erano miei, anzi nostri, che gli embrioni che avevo in grembo erano di un’altra donna, ma poi abbiamo deciso che la gravidanza doveva continuare, i nostri valori sono questi..."

In effetti come decidere di abortire quando sai di avere due vite nel pancione, e che dopo anni di sacrifici potrai finalmente abbracciare dei piccoli?

D'altra parte è comprensibile anche il dolore di Lia che rimarrà sembre nel dubbio che i "suoi" embrioni sarebbero diventati prima feti e poi bambini anche nella sua pancia. Questo, purtroppo, non si potrà mai appurare.

Secondo il genetista Giuseppe Novelli, membro della commissione d’inchiesta, si è trattato di uno scambio di referti e non di provette durante la villocentesi, per cui ad Anna sarebbe stato consegnato semplicemente un referto sbagliato e gli embrioni sarebbero biologicamente suoi.

La questione sarà chiarita a breve, ma chi toglie alle due coppie di genitori il dolore per questa ingiustizia che non potrà mai essere sanata?

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Via | Repubblica

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