Gammy, la coppia adottiva nega di aver abbandonato il bambino

Il bimbo nato da una ragazza thailandese, e madre surrogata, rifiutato dai genitori australiani perché down. In favore del piccolo, è scattata una gara di solidarietà sul web e ora i genitori biologici sostengono di non aver saputo dell'esistenza del bambino se non dalla stampa. Hanno infatti preso con loro la gemellina sana.

La storia di Gammy sta diventando particolarmente intrigata. Il piccolo con la sindrome di Down è stato rifiutato dai genitori adottivi che avevano scelto una mamma surrogata per realizzare il sogno di avere un bambino. Il papà del bebé però ha negato quanto ha dichiarato la mamma biologica: la donna ha sostenuto che la coppia australiana abbia voluto solo la gemellina di Gammy perché sana. In realtà, il padre adottivo sostiene di non essere stato informato della gravidanza gemellare.

L’uomo, che vuole mantenere l’anonimato per questione di privacy, ha raccontato di aver avuto problemi con l'agenzia che lo aiutò a cercare un grembo in affitto in Thailandia, agenzia che ha chiuso misteriosamente. La mamma naturale, poco più che adolescente, alla ABC australiana dall'ospedale che ha accolto il bimbo gravemente malato, ha dichiarato:

"Neanche comprò il latte per Gammy, mentre lo comprò per la sorella”.

(v.r)

La storia del bimbo down rifiutato dai genitori adottivi

Volevano un bambino a tutti i costi, ma soprattutto lo volevano sano. Una coppia australiana aveva commissionato ad una giovane tailandese una gravidanza surrogata. Si tratta di una forma di contratto per cui una donna si impegna a portare avanti la gravidanza per conto di una single o una coppia sterile.

Ma non è andato tutto per il verso giusto. I genitori dopo essersi recati in Gran Bretagna (nel Regno Unito, la maternità surrogata o gravidanza per conto terzi è lecita) per il contratto e la nascita hanno rifiutato uno dei due gemelli, Gammy, perchè con la sindrome di down e un problema al cuore. La sorellina sana, è stata portata a casa.

Da questo momento è scattata la gara di solidarietà e sul web tutti hanno voluto dare una mano alla mamma tailandese. La ragazza ha deciso di crescere lei il suo bambino, nonostante abbia altri figli e sia in condizioni di povertà.

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Gammy, il bellissimo bimbetto biondo ha un gran numero di persone che vogliono aiutarlo, mentre tra i due Paesi c'è crisi per l'atteggiamento insensibile dei genitori adottivi australiani.

La ragazza ventunenne molto preoccupata, afferma:

"Il bambino potrebbe non farcela, l'infezione è molto seria".

E consiglia così alle donne in grave difficoltà che pensano di dare in affito il proprio utero:

"Vorrei dire a tutte le donne thailandesi di non entrare nel giro delle madri surrogate, non pensate solo ai soldi. Perché se qualcosa va storto, nessuno vi aiuterà e il bambino sarà abbandonato."

Il bimbo soffre di una malformazione congenita al cuore, e ha bisogno di un intervento che la mamma surrogata che vive in un sobborgo di Bangkok non può permettersi. Per questo è nata una gara di solidarietà internazionale tramite la pagina facebook Hope for Gammy che ha già raccolto oltre 150mila dollari australiani. Ma non bastano ancora per l'operazione. La storia è ovviamente rimbalzata su internet e i social network, soprattutto grazie all'hashtag #Gammy parents con cui la gente si è raccolta per sostenere il piccolo.

Ma è giusto, secondo voi, fare questo tipo di richieste, o stipulare questo genere di accordi, a scapito di donne in difficoltà, soprattutto quando a farne le spese sono i bambini?

Via | Repubblica

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