La domanda mi sorprese: certo, avevo tutto il tempo che volevo. La bimba stava nella sua sdraietta, mangiava tranquillamente e, ogni tanto, miracolosamente dormiva. Quella domanda timida e premurosa l’avrei capita poco tempo dopo. Mia figlia non ha mai ammesso molte distrazioni da parte mia ma, generalmente, bastava cantarle una canzoncina mentre armeggiavo con la limetta per le unghie o con la pinzetta per le sopracciglia. Poi… ha imparato a gattonare prima e a camminare poi, e le mie unghie hanno smesso di essere così curate. Già, perché era l’unico mio vero vezzo: mi trucco rapidamente, lego i capelli senza preoccuparmi troppo e via. Ma le mani non curate mi provocano immediatamente disagio.

Quando la sera torna il mio compagno, riesco in un paio d’ore a cucinare, fare una lavatrice e tentare di rendere la casa presentabile. Se devo lavorare, devo necessariamente aspettare che la signorina si addormenti: non oso nemmeno sperare che mi lasci un po’ tranquilla davanti al pc. Per carità, era tutto preventivato: sapevo che, facendo un figlio, non avrei avuto più molto tempo per me stessa. Quello che non avevo messo in conto era che, alla prima mezz’ora libera, mi sarei sentita in colpa nell’impiegarla per qualcosa di mio. C’è sempre qualcosa di più importante da fare: dei documenti da sistemare, delle foto da trasferire (mai avuto tante foto da gestire come in questi ultimi 18 mesi…), dei giocattoli da riporre. E le unghie sono alla deriva.

Il guaio è che la bambina è ancora troppo piccola per cercare di coinvolgerla: non penso sia il caso di affidarle limetta, forbicine e smalto. E proprio non riesco a capire come le supermamme che camminano per strada riescano ad avere piega perfetta, manicure impeccabile e pantaloni senza improntine di scarpe. Anche le figlie sono pronte per una sfilata. Io e mia figlia, quando usciamo, sembriamo reduci da una settimana di campeggio: lei tutta verde e marrone a causa della spedizione al parco, con fili d’erba tra i capelli, io tutta scarmigliata e con la borsa che mi pende su un lato per averla inseguita su ogni giostra possibile. Mentre rientriamo, mi riprometto che, dall’indomani, anch’io sarò una supermamma con le unghie laccate. Ma il garage va sistemato e quelle povere piante in giardino potate. Vabbè, facciamo da dopo domani. Anzi, facciamo da Natale, quando la bimba la terranno un po’ le nonne.

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