Mamme da legare: "Questo non puoi assolutamente farlo! Va bene, hai vinto. Fallo"

Quante volte abbiamo proibito qualcosa ai nostri figli? E quante volte abbiamo capitolato?

Non mi riferisco, ovviamente, a giochi con coltelli e con l'elettricità. Lì il terrore nel tono della nostra voce è generalmente sufficiente a far desistere il pargolo. Mi riferisco piuttosto a tutte quelle cose noiosissime del tipo "non svuotarmi il cassetto dei calzini mentre spolvero".

Molto spesso, per esempio, quando cucino sono sola con la bimba. L'ora della preparazione dei pasti è una faticaccia, e sembra che la maggior parte degli incidenti domestici avvenga proprio allora. In una delle ante della cucina, lasciata strategicamente senza fermi, ho scodelle e stoviglie di plastica. Quando inizio a trafficare con cibo e fornelli, mia figlia si dirige là. Non so se esista cosa più noiosa di rimettere tutto a posto, quindi le chiedo di non tirare tutto fuori. Lei allora rivolge la propria attenzione al forno. Io mi arrendo e le dico "OK, svuota tutto".

Una volta finito di preparare il pranzo, sono costretta a buttare tutto alla rinfusa nel mobile, dopo aver fatto uno slalom per non inciampare nella tazza dosatrice o nel thermos. Perché mi allungo così il lavoro? Per stanchezza.

Mi scoccio di sentirmi ripetere sempre "non puoi farlo". Che deve fare, ha due anni... Qualcosa dovrà pur tenerla occupata. E, così, la mia stanchezza mentale ha la meglio su quella fisica, e i piatti di plastica finiscono sul pavimento in lunghe file.

I nostri figli lo sanno, naturalmente. È per questo che, a ogni divieto, ci riprovano: ci prendono per stanchezza. E, spesso, la spuntano. E noi dobbiamo risistemare decine di calzini e togliere paperelle di gomma dal bidet pieno d'acqua.

Foto | Flickr

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