Il pranzo alternativo è un diritto di tutti i bambini. Non la pensa così il Senato, un disegno di legge del quale vorrebbe bandire il famoso panino dai banchi di scuola. Niente pasto portato da casa, dunque, così come qualche mese fa una sentenza del Tribunale di Torino aveva concesso. E a distanza di un anno, lo Stato vorrebbe imporre la mensa obbligatoria in tutte le scuole.


A suscitare le più accese discussioni sarebbe l’articolo 5 del disegno di legge incriminato il quale riguarda la ristorazione collettiva e nel quale la mensa viene assimilata alle “attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche“.

Le famiglie appartenenti alla Rete nazionale delle commissioni mensa, però, non ci stanno e, volendo garantire ai propri figli dei pasti di qualità, non necessariamente offerti dalle grandi aziende della ristorazione fornitrici del servizio, preferiscono battersi contro il “servizio a pagamento in mensa”.

In attesa dell’esame delle norme in oggetto da parte della commissione Agricoltura del Senato e, successivamente, dell’Istruzione, i genitori di molti bambini torinesi, città capofila della protesta, ipotizzano già di fare cambiare sezione ai propri figli in modo da far abbandonare loro il tempo pieno e poter, così, pranzare a casa.

Ad essere messi in discussione sono anche i prezzi, spesso esagerati, del servizio.

Le Istituzioni, d’altro canto, sottolineano, come precisato dalla senatrice del Pd Angelica Saggese, che lo scopo sia quello di garantire qualità nel servizio a prezzi vantaggiosi favorendo, allo stesso tempo, una maggiore integrazione tra gli alunni.

Iscriviti alla nostra newsletter
I video di Pinkblog Guarda di più

Il vero robot di Gundam si muove

Altro su Cronaca Leggi tutto