Wilma Facchinetti racconta le difficoltà ad allattare: “Non avevo latte, è stata dura”

Momenti difficili con l’allattamento al seno per Wilma Facchinetti quando è nata la sua bambina Lavinia.

VENICE, ITALY - SEPTEMBER 02:  Francesco Facchinetti and Wilma Helena Faissol attend the premiere of 'Nocturnal Animals' during the 73rd Venice Film Festival at Sala Grande on September 2, 2016 in Venice, Italy.  (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Wilma Helena Faissol è famosa sui social come Lady Facchinetti. È la moglie di Francesco Facchinetti e insieme hanno costruito una bellissima famiglia allargata. Hanno avuto due bambini, Leone e Lavinia, ma sono entrambi già genitori: lui di Mia, la piccola avuta dalla relazione con Alessia Marcuzzi, lei di Charlotte.

Lady Facchinetti è oggettivamente una donna molto bella, con un fisico da modella (e i trascorsi si vedono) e un umorismo arguto. Ultimamente, però, ha deciso di diffondere un post sull’allattamento al seno interessante, di sostegno alle mamme che spesso si trovano in difficoltà.

Vi racconto questa storia perché magari può servire a qualche mamma...Quando è nata Livvy avevo pochissimo latte. Ho provato di tutto, tisane, meditazione, stregoneria, ma niente, non riuscivo a soddisfarla. Mi faceva male al cuore e mi sentivo l’ultimo degli esseri umani per aver portato al mondo una bambina a cui non ero in grado di alimentare. Ho deciso di usare anche il tiralatte alla massima potenza che magari stimolava la produzione. Mi trovavo alle 3 di notte seduta per terra in bagno in lacrime col tiralatte vuoto in mano e mi svegliavo alla mattina piena di lividi per le mosse sbagliate. Liv ha goduto del latte artificiale e ha cresciuto uguale 😂 ma le protesi che ho al seno una l’ho girata e l’altra l’ho piegata. Oggi mi tocca fare un intervento per cambiarle. Racconto questa storia alle mamme che piangono perché non sono in grado di allattare. Vi capisco. È una sensazione di fallimento e impotenza. Però non vi disperate. Non siamo mamme più o meno brave se allattiamo o meno. Importa solo che gli portiamo serenità e tante coccole. Una volta sotto una foto in cui Liv aveva il biberon in mano, ho letto tanti insulti. “Sei una donna svampita perché non la allatti”. “Non allatti perché vuoi tenere la forma fisica”. “Vergognati”. Inutile dire quanto mi hanno ferito questi pensieri. Quindi a queste persone dico, siate gentili. Non sapete la storia dietro a quello che vedete. PS-> chiedete aiuto se vi sentite troppo stravolte. La depressione post-partum succede, piu spesso di quanto immaginiamo e non deve essere inosservata #vitadamamma #allattamento

Un post condiviso da Wilma Faissol Facchinetti (@ladyfacchinetti) in data:

Vi racconto questa storia perché magari può servire a qualche mamma...Quando è nata Livvy avevo pochissimo latte. Ho provato di tutto, tisane, meditazione, stregoneria, ma niente, non riuscivo a soddisfarla. Mi faceva male al cuore e mi sentivo l’ultimo degli esseri umani per aver portato al mondo una bambina che non ero in grado di alimentare. Ho deciso di usare anche il tiralatte alla massima potenza che magari stimolava la produzione. Mi trovavo alle 3 di notte seduta per terra in bagno in lacrime col tiralatte vuoto in mano e mi svegliavo alla mattina piena di lividi per le mosse sbagliate. Liv ha goduto del latte artificiale ed cresciuta ugualmente ma le protesi che ho al seno una l’ho girata e l’altra l’ho piegata. Oggi mi tocca fare un intervento per cambiarle. Racconto questa storia alle mamme che piangono perché non sono in grado di allattare. Vi capisco. È una sensazione di fallimento e impotenza. Però non vi disperate. Non siamo mamme più o meno brave se allattiamo o meno. Importa solo che gli portiamo serenità e tante coccole.

Il messaggio è bello e positivo, certo le due protesi danneggiate fanno un po’ sorridere… ma che vogliamo fare, la bella Wilma ha deciso di svelarsi e bisogna apprezzare la sincerità.

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