Mantova, frittelle di Carnevale gratis solo ai bambini italiani

Bambini italiani vs bambini stranieri. È una battaglia vecchia come il mondo, non certo creata dai bambini, che probabilmente non comprendono neanche che cosa sia tutta questa polemica e in che cosa stia la diversità. A Mantova, un consigliere comunale di minoranza Luca de Marchi, tra le file di Fratelli d’Italia ma fino a qualche mese fa aderente a CasaPoud, ha lanciato l’iniziativa “Frittelle di Carnevale gratis ai bambini, ma solo a quelli italiani”.

A Mantova si è ovviamente scatenato il mondo, tanto che anche Giorgia Meloni si è dissociata fermamente. Ovviamente, Luca de Marchi si è giustificato sostenendo che fosse solo una provocazione politica e ha ben deciso di annullare la brillante idea.

Ma come mai questo baccano? Si parte dal luna park montato vicino a Palazzo tè: il consigliere ha quindi proposto in occasione del 15 febbraio l’acquisto di frittelle e biglietti per l'autoscontro, con i soldi del proprio gettone di presenza in consiglio comunale a Mantova, da regalare ai bambini, ma le frittelle sarebbero andate «solo ai bambini italiani». Al Corriere della Sera ha quindi dichiarato:

«La mia è una provocazione a livello politico. Nel corso degli anni ho sempre aiutato tutti: bambini e adulti, italiani e stranieri. Ma, da buon padre di famiglia, il messaggio che deve passare è chiaro: prima gli italiani, poi se resta qualcosa si può pensare anche agli altri. L'amministrazione comunale di Mantova garantisce un gran numero di agevolazioni agli extracomunitari, quindi io penso agli italiani. In ogni caso tutti possono stare tranquilli: le frittelle saranno sia per i bimbi italiani che i per i bimbi stranieri».

Dopo essere duramente criticato, ha poi proseguito:

«Ho deciso di annullare l'evento. Ma vorrei che si ragionasse su chi sono io: da dieci anni aiuto tutte le settimane famiglie italiane in difficoltà. E le frittelle le distribuisco al luna park da cinque anni. Ho sempre detto "solo ai bambini italiani", ma nessun bambino è mai andato via senza».

Via | Corriere

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