Sulla carta d'identità tornano "padre" e "madre"

Sulla carta d'identità dei minorenni tornano le diciture "padre" e "madre" per sottolineare i ruoli biologici, al posto di "genitori" che era stato introdotto nel 2015.

Sulla carta d’identità dei minorenni torna la dicitura “padre” e “madre” al posto di “genitori”, questo cambiamento è stato comunicato dal Viminale sulla Gazzetta Ufficiale e annulla la regola introdotta nel 2015 che era un segno di apertura verso le famiglie arcobaleno o quelle formate da un solo genitore.

Il decreto, firmato dal ministero dell'Interno, da quello della Pubblica Amministrazione e da quello dell'Economia presenta la data del 31 gennaio 2019 e va a modificare il provvedimento del 23 dicembre 2015, nel quale padre e madre erano stati sostituiti da genitori. Invece di andare avanti si va indietro e invece di preoccuparsi di creare riforme e provvedimenti per aiutare le famiglie o chi cerca un lavoro, vanno a modificare leggi giuste che non andavano ad arrecare danno a nessuno.

Scrivere genitori o padre e madre non cambia nulla per le famiglie di coppie eterosessuali o “tradizionali”, cambia qualcosa però per le famiglie omosessuali che devono mentire, scrivere il nome di un solo genitore o chiedere deroghe. Insomma è quel qualcosa in più che non cambia nulla a chi lo ha fortemente voluto, ma che va a danneggiare tante famiglie. E io mi chiedo perché annullare una modifica in vigore e già attuata solo per arrecare danno a qualcuno? Perché per sottolineare la tanto decantata “famiglia tradizionale” si devono danneggiare quelle che semplicemente esistono?

A proporre il reintegro dei ruoli biologici (padre e madre) è stato il ministro dell’Interno Matteo Salvini che proprio settimana scorsa ha partecipato al Congresso Mondiale delle Famiglie e ha difeso la famiglia formata da uomo e donna a discapito delle altre unioni, relazione affettive e genitoriali.

via | ansa
foto | pixabay

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