Le famiglie adottive italiane contro il Ministro dell'Interno Matteo Salvini

Contro le parole del Ministro Salvini sui bambini confezionati dall'Africa, l'esposto delle famiglie adottive italiane.

famiglie adottive italiane

Le famiglie adottive italiane hanno ascoltato le parole di Matteo Salvini, che in occasione di un intervento pubblico ha parlato "dei bambini che arrivano già confezionati dall'Africa". Parole che hanno fatto male ai genitori adottivi e ai bambini stessi. E che feriscono l'Italia intera. Perché un rappresentante delle istituzioni non può permettersi di dire cose di questo tipo, non può creare categorie per bambini di serie A e bambini di serie B.

Ecco che allora l'UFAI (Unione Famiglie Adottive Italiane) ha inviato un esposto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo un intervento per condannare quelle parole razziste pronunciate dal Ministro Salvini, sottolineando che il capo dello stato deve essere garante della Costituzione e dei suoi principi fondatori intervenendo per tutelare i diritti e la dignità dei loro figli. Che purtroppo oggi sono costretti a respirare un'aria pesante in una società che è sempre più intollerante e razzista.

Per UFAI è inaccettabile che il Ministro Salvini, che ricopre uno dei ruoli istituzionali più importanti per il nostro Paese, possa paragonare i bambini che arrivano dall’estero a “pacchi già confezionati” o pronunciare parole come “sostituzione di Popoli”. E non si tratta di un singolo episodio.

L'associazione ricorda che il nostro paese è sempre stato in prima fila per difendere i più deboli. Ed Elena Cianflone, presidente UFAI, sottolinea che

non può consentire che chi rivesta cariche istituzionali possa passare messaggi discriminatori, specialmente nei confronti di minori, adottati, in affido, accompagnati o semplicemente stranieri.

Anche perché sono in aumento gli episodi di razzismo e di bullismo nei confronti di chi viene percepito come diverso, complice anche una politica che si esprime tramite espressioni populiste e di propaganda preoccupanti.

Qui si può leggere l'esposto.

Foto Pixabay

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