Mamma separata ostacola le visite del padre: i giudici la sanzionano

Una donna ha permesso al papà di incontrare il figlio 3 volte in 30 mesi: è stata condannata dai giudici a una sanzione pari a 5mila euro.

Spesso i figli sono motivo di litigio e le coppie che si separano li usano come motivo ulteriore di scontro. Ovviamente, a farne le spese sono i bambini che si trovano tra due fuochi e soprattutto tra mille tensioni. Una sentenza della Cassazione pone ora uno scudo a difesa del minore ribadendo prima di tutto la parità di diritti tra madre e padre. È stata condannata una mamma, dalla Suprema Corte, che ha ostacolato il rapporto tra il papà e il suo bimbo: un due anni e mezzo il bimbo è riuscito a vedere solo tre volte il piccolo.

La donna è obbligata a pagare 5.000 euro a titolo di risarcimento per «lesione del diritto alla bigenitorialità». Ovviamente, la mamma ha provato a fare ricorso, affermando di essere stata «ingiustamente» condannata al risarcimento, perché «aveva sempre collaborato per rendere possibili gli incontri con il padre, mentre era proprio il figlio a non voler vedere da solo il padre e pretendere in ogni incontro con il genitore anche la presenza della madre».

I giudici hanno, però, condiviso le conclusioni della Corte d’appello: per circa due anni e mezzo, emergeva dagli atti del procedimento, il papà aveva incontrato il figlio «solo 3 volte, nonostante gli accordi intervenuti tra i genitori che prevedevano una più ampia frequentazione».

A tal proposito, la Cassazione ha ricordato che «le misure sanzionatorie» previste dall’articolo 709 del codice di procedura civile, dedicato alla responsabilità genitoriale, e, in particolare, «la condanna al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria» sono «suscettibili di essere applicate facoltativamente dal giudice nei confronti del genitore responsabile di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità di affidamento».

Via | Corriere

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