Crollo della nascite in Italia, 18 mila bambini in meno rispetto al 2017

Sempre meno bambini, sempre più adulti decidono di lasciare il Paese. E’ questo quanto dimostra l’ultima indagine Istat.

Nascite in calo in Italia

Gli italiani non fanno più figli, o almeno se ne fanno sempre meno. È questa la fotografia scattata dall’ Istat che dimostrata un declino demografico, il primo in 90 anni. La popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2018 è inferiore di oltre 124 mila unità rispetto all'anno precedente pari al -0,2%. Si tratta del quarto anno consecutivo di diminuzione: dal 2015 sono oltre 400 mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d'Italia.

Al primo gennaio 2019 risiedono in Italia 60.359.546 persone, di cui l'8,7% sono straniere. Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro paese è in lieve flessione (-0,8%) mentre è in aumento l'emigrazione di cittadini italiani (+1,9%).

Il calo delle nascite è un trend che non si arresta: nel 2018 sono nati 439.747 bambini, il minimo storico dall'Unità d'Italia. Sono 18mila in meno rispetto al 2017. Come mai? Prima di tutto la riduzione delle potenziali madri. L'incremento delle nascite registrato fino al 2008 è dovuto principalmente alle donne straniere. Negli ultimi anni ha iniziato progressivamente a ridursi anche il numero di stranieri nati in Italia, pari a 65.444.

Le nascite di bambini stranieri si concentrano nelle regioni dove la presenza straniera è più diffusa e radicata: nel Nord-ovest (21,0%) e nel Nord-est (20,7%). L'Emilia-Romagna ha la percentuale più alta di nati stranieri (24,3%), la Sardegna la più bassa (4,5%). Il tasso di natalità del complesso della popolazione residente è pari al 7,3 per mille. Il primato è detenuto dalla provincia autonoma di Bolzano (10,0 per mille) mentre in Sardegna (5,7 per mille) e in Liguria (5,6 per mille) si rilevano i valori più bassi.

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