App Immuni accusata di sessismo cambia l'immagine: il bebè finisce in braccio al papà

L’app Immuni non solo è stata accusata di essere costosa, disponibile solo per chi può permettersi un telefono di ulta generazione e uno strumento che non protegge la privacy. È finita nell’occhio del ciclone anche per sessismo.

Gli stereotipi di genere dominano la nostra vita e la nostra bella Italia e a pagarne le conseguenze sono le mamme. La nuova app Immuni ci è caduta con entrambi i piedi. Una mamma che culla il bambino e un papà con il pc occupato in smart woking hanno ritratto la famiglia media durante l’emergenza covid-19 sollevando tantissime critiche. E così sviluppatori di Immuni, Bending Spoons, hanno deciso di rispondere cambiamo la grafica e invertendo i ruoli: la mamma al pc e il papà che culla il bambino.

Tutto ciò fa un po’ ridere. Si capisce con ci fossero cattive intenzioni ma è proprio questo il termometro sociale che dimostra che il nostro Paese è affetto da sessismo cronico. Antonio Polito sul Corriere ha scritto:

«Niente di grave, per carità, ma sarebbe stato bello se il soggetto femminile fosse stato ritratto invece mentre votava, o mentre curava un malato di Covid. Ci avrebbe ricordato che questi 74 anni non sono passati invano per le donne italiane».

Le critiche sono state ovviamente accolte e raccolte e il risultato è che il bebé è finito tra le braccia del papà. Anche questo, onestamente, fa ridere. È una forzatura, che risponde al vero sono in minima parte e sembra anche un po’ una presa in giro.

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