Arrivano in Italia i bimbi nati con la maternità surrogata in Ucraina

Tornano finalmente in Italia i bambini di coppie italiane nati in Ucraina con la maternità surrogata.

bimbi nati con la maternità surrogata in Ucraina

La pandemia da Coronavirus ha fatto emergere situazioni complicate come la maternità surrogata in Ucraina. Un paese che ha leggi abbastanza permissive e che permettono alle coppie straniere di appoggiarsi lì per coronare il sogno di avere un bambino che in altri modi probabilmente non arriva. Durante i mesi del lockdown nessuno poteva muoversi da casa, non si poteva viaggiare e quindi nessuno poteva andare in Ucraina a prendere i propri figli che nel frattempo erano nati.

Ha scatenato più di qualche polemica la foto condivisa dalla clinica BioTexCom i neonati ospiti in un hotel di Kiev, in attesa che i genitori potessero andare a prenderli. Tra questi c’erano anche bambini di coppie italiane. La BioTexCom ha mostrato questi bimbi per fare pressioni sulle ambasciate per far partire i genitori e anche per farsi pubblicità.

I bambini sono stati accuditi e curati in un hotel, in queste camere piene di culle rosa e azzurre. Da un lato fanno tenerezza, dall’altro c’è qualcosa che disturba nelle condizioni di questi bambini, soli e tutti insieme, che aspettano i genitori come degli orfanelli. E chissà che pena per i genitori che non potevano andare a prendere i loro bambini, tanto desiderati e amati.

A partire da giugno i voli sono stati ripristinati e le coppie di neo genitori hanno iniziato ad andare in Ucraina per recuperare i bebè. Ovviamente all’ingresso e all’uscita dal paese c’è una quarantena obbligatoria di 14 giorni.

L’avvocato Giorgio Muccio ha spiegato:

“Le coppie a cui è nato o stava nascendo un bambino sono partite regolarmente perché hanno ottenuto un permesso di ingresso in Ucraina da parte del garante dell’Infanzia ucraino. Di solito viene chiesto di andare prima che nasca il bambino e dopo la nascita servono circa tre settimane per le pratiche: il test del dna per il genitore biologico, la trascrizione allo stato civile ucraino e poi il passaggio in ambasciata per fornire la trascrizione dell’atto di nascita in stato straniero”.

Giorgio Muccio

Mykola Kuleba, commissario del presidente ucraino per i diritti dei bambini, ha aggiunto:

“La maternità surrogata in Ucraina viola i diritti dei bambini. La situazione creata dai neonati in un hotel mostra ancora una volta la mancanza di rispetto dei diritti umani per i nati da madri surrogate”.

Mykola Kuleba

via e foto | Vanityfair

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