Genova, negata la bi-genitorialità a due madri

Il Comune di Genova ha fatto ricorso in appello e ha vinto, negando la bi-genitorialità a due madri omosessuali.

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Un paese civile si fonda sull’uguaglianza, sul rispetto degli altri, qualunque siano le loro scelte di vita. Ci ritroviamo di nuovo a parlare di una storia triste e assurda dove due mamme si vedono negato il diritto di essere riconosciute genitori per legge. Ad accanirsi è stato il Comune di Genova che è ricorso in appello per negare la bi-genitorialità a due madri e privando la bambina della tutela legale di una delle sue due mamme.

A conservare i diritti è solo la mamma biologica, cioè quella che l’ha partorita, l’altra mamma legalmente equivale a un’estranea. In queste battaglie a pagarne le conseguenze sono principalmente i bambini delle famiglie arcobaleno che non godono degli stessi diritti di tutti i bambini italiani e che si vedono negare metà del loro albero genealogico, con tutti i disagi che questo comporta.

Nel 2016 è stata approvata dallo Stato italiano la legge Cirinnà che ha portato tante unioni civili e matrimoni, ma che purtroppo non è stata approvata in toto, lasciando fuori la questione riguardante i bambini. La stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio del partner, non è passata e quindi ad oggi i figli delle coppie omosessuali, legalmente, sono solo del genitore biologico. I legami ufficiali e riconosciuti sono solo con la famiglia del genitore biologico, che come minimo è ingiusto.

Due anni fa una sentenza ha riconosciuto queste due donne come madri della loro bambina, ma il comune di Genova ha fatto ricorso alla Corte di Appello di Genova che ha accolto il caso. Federico Bertorello, il consigliere comunale delegato agli affari legali, che fa parte della Lega ha seguito il ricorso e si è detto soddisfatto di aver negato a questa famiglia omosessuale di avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali.

Le due madri hanno dichiarato a Repubblica:

“Mentre lui gioiva, nella nostra casa c’era tanta tristezza. Le sue parole hanno aumentato il nostro dolore. Bertorello si è vantato di aver tolto il cognome di una di noi alla nostra bambina ma non si rende conto che questa vicenda non ha solo un aspetto romantico, ma porta delle conseguenze negative nelle nostre vite. Il genitore non riconosciuto ora avrà bisogno della delega di quello riconosciuto anche solo per andare a prendere la bimba all’asilo. E speriamo che non ci succeda nulla di grave: viene la pelle d’oca solo a pensarci. Dobbiamo ancora decidere se ricorrere in Cassazione o cercare la strada della stepchild adoption. Vuol dire non solo spendere altri soldi: nel caso dell’adozione dovremo far entrare gli assistenti sociali nelle nostre vite e coinvolgere la bambina. E anche nel caso andasse a buon fine la bambina non avrà i nonni e le altre parentele di un ramo della sua famiglia”.

Le mamme

via | vanityfair
foto | Pixabay

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