Il batterio citrobacter, responsabile del decesso di quattro neonati all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona, era annidato in un rubinetto dell’acqua che veniva utilizzato dal personale della terapia intensiva neonatale.

La rivelazione arriva a quasi un anno e mezzo di distanza dall’avvio delle prime verifiche e poco più di due mesi dalla chiusura dell’intero reparto di Ostetricia – Punto nascite, Terapia intensiva neonatale e Terapia intensiva pediatrica da parte del direttore generale dell’Auo veronese, Francesco Cobello, e della sua totale santificazione.

La commissione guidata da Vincenzo Baldo, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università di Padova, ha concluso che il batterio killer, anche a causa del possibile mancato rispetto delle misure d’igiene, avrebbe colonizzato il rubinetto. Il personale della struttura, inconsapevole della presenza del batterio, avrebbe utilizzato l’acqua del rubinetto per i neonati anziché ricorrere ad acqua sterile, come vorrebbe la procedura quando si tratta di neonati, soprattutto se in condizioni precarie come quelli che si trovano nel reparto di terapie intensive.

Le conseguenze sono state disastrose: quattro neonati sono deceduti dalla fine del 2018 al 16 agosto scorso, 9 hanno invece riportato lesioni cerebrali permanenti a causa del citrobacter. Il governatore del Veneto Luca Zaia ha già fatto sapere di aver trasmesso la relazione della commissione alla Procura:

Ho ricevuto la relazione sul caso del batterio Citrobacter all’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona da parte della Commissione ispettiva che ho fatto attivare a suo tempo, presieduta dal Professor Baldo dell’Università di Padova. Ho dato disposizione al segretario regionale della Sanità Mantoan che tale relazione venga inoltrata alla Procura della Repubblica e resa disponibile per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e per i famigliari dei bambini colpiti dal batterio, in modo che possano conoscere gli esiti fin da subito.

Il reparto di Ostetricia – Punto nascite, Terapia intensiva neonatale e Terapia intensiva pediatrica, intanto, è stato riaperto ed è tuttora operativo.

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