Parto cesareo ingiustificato, il ministero della salute apre un' inchiesta


I parti cesarei sono sempre troppi e spesso non sono realmente giustificati, ma sono il frutto di quella che è stata ribattezzata medicina preventiva, a tutela non tanto del paziente, quanto del medico che teme eventuali ripercussioni in caso di problemi. Non è tutto. Molte cliniche private eseguono cesarei per gonfiare i rimborsi della Ssn. Risultato? Il 43 percento di questi parti sono ingiustificati e pesano sulle casse dello Stato.

Il Ministero della salute ha avviato un’inchiesta per verificare come mai il tasso di cesarei sia così alto (29,31% dei 482mila parti totali) per evitare lo spreco di denaro pubblico. Si parla tra l’altro di una cifra da capo giro: 80-85 milioni l'anno. Il Ministro Balduzzi ha incarica i Nas di acquisire oltre 3 mila cartelle, con relativa scheda di dimissione (sdo), in 78 strutture, sia pubbliche sia private.

Quest’indagine nasce dall’indicazione dell'Agenas (Agenzia per i servizi sanitari), che aveva notato delle anomalie. Spesso il cesareo è giustificato dalla frase “posizione anomala del feto”. Questa dicitura risulta associato a quasi il 50 percento di questi interventi, contro una media nazionale dell’8 percento: il dato quindi non corrisponde. L’inchiesta ha permesso, a oggi, di analizzare circa la metà delle cartelle sequestrate e purtroppo la fotografia attuale dell’Italia non è per nulla buona: c’è spesso incongruenza tra sdo e cartelle. Per gli ospedali e per i medici non c’è da star sereni, a sentire Cosimo Piccinino, comandante generale dei Nas:

Una volta esaminate le cartelle cliniche prelevate per l'indagine, saranno trasmesse alle singole Procure perché si potrebbero ipotizzare reati che vanno dalle lesioni personali gravi alla truffa a carico del Ssn, fino al falso in atto pubblico.

Già perché questo scherzo costa alle casse pubbliche tra gli 80 e gli 85 milioni, considerando anche, chi ha avuto un primo cesareo di solito ottiene in modo automatico un cesareo pure al secondo parto.

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