Bambina autistica discriminata dagli adulti e la mamma scrive ai carabinieri

Bambina autistica

Dalla provincia di Macerata ci arriva una bruttissima storia di discriminazione nei confronti di una bambina autistica. La vicenda è stata denunciata dalla mamma, che si è già rivolta ai carabinieri, per cercare di proteggere la sua piccola bambina di sei anni che non parla, ma comunica attraverso le immagini. E ama giocare, come tutti i suoi coetanei, anche se per lei è stato più difficile imparare a farlo.

La piccola bambina, in cura presso una struttura di Fano, soffre di un disturbo autistico con ritardo intellettivo, con un'importante compromissione dell'interazione sociale, del linguaggio, sia dal punto di vista espressivo che ricettivo e del gioco simbolico. Per la piccola e la sua famiglia ogni giorno è una conquista, resa più difficile dalla discriminazione e dall'ignoranza di alcune persone, che rendono la loro vita ancora più difficile.

Ci sono molti concittadini di questa bambina affetta da autismo che la trattano malissimo, come racconta la mamma, che si è anche rivolta ai carabinieri:

La sindrome autistica è caratterizzata da comportamenti ossessivi. Ci sono bimbi che fissano il cielo, altri che sbattono la testa contro il muro. Mia figlia, invece, adora le foglie: le stacca dai rami, le raccoglie, le butta a terra. Una donna è arrivata a urlare contro la bimba e a minacciarla con una scopa, soltanto perché le aveva staccato le foglie da un geranio.

Ma questo non sarebbe l'unico caso di discriminazione: una vicina di casa ha chiesto alla madre di non far più giocare sotto casa sua la bimba con altri amichetti (un vero e proprio traguardo per lei che fino a poco tempo fa nemmeno li vedeva gli altri bambini). Episodi come questo si sono ripetuti nel tempo, tanto che la mamma, stanca di questi comportamenti, ha deciso di raccontare tutti ai carabinieri, avvalendosi della legge 67 del 2006 che prevede norme a tutela dei disabili, punendo chi li discrimina e li umilia.

La donna non ha denunciato nessuno, ma ha solo scritto una lettera agli agenti, sperando che possano permettere alla sua piccola di giocare e ridere liberamente come tutti gli altri bambini!

Via | Il resto del Carlino

Foto | Flickr

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