La tonsillectomia è stato per anni un intervento molto sfruttato, oggi i medici prima di rimuovere le tonsille cercano delle cure farmacologiche alternative. Si sceglie quindi per l’asportazione quando le tonsille sono cronicamente infiammate, causando continui focolai infettivi, infiammazioni difficilmente curabili, se non con continue e massicce dosi di antibiotico.

Può essere necessaria la tonsillectomia anche quando le tonsille hanno un volume eccessivo e causano problemi di respirazione, soprattutto di notte. Non è un intervento complicato, ma si tratta si sempre di un intervento chirurgico quindi prima dell’operazione il bambino deve fare una serie di esami del sangue, per verificare il tasso di emoglobina, la capacità di coagulazione, la pressione e di conseguenza calibrare anche l’anestesia.

Il bimbo dopo l’intervento avrà per qualche giorno dolore alla gola e ovviamente mangiare potrebbe dare molto fastidio. Ha quindi bisogno di una dose massiccia di coccole, deve bere molto e mangiare prodotti molli e freddi (come il gelato). Il ricovero ospedaliero è a discrezione dell’Ospedale e della situazione clinica, considerate comunque 3 o 4 giorni. Il bambino, una volta a casa, avrà poi bisogno di circa 10 giorni per rimettersi in forze, questo ovviamente se il decorso è totalmente normale. La tonsillectomia viene eseguita sia in bimbi piccoli (3/4 anni) sia negli adulti. In linea di massima, è indicata nella prima infanzia.

Via | Doctissimo; Bambino Gesù
Foto | Pinterest

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