Da Milano ci arriva la storia di una nascita decisamente rocambolesca: Greta è una piccola neonata nata in tangenziale a Milano, dopo che la mamma si era rivolta per ben due volte all’ospedale Buzzi del capoluogo lombardo. I medici l’avevano mandata a casa entrambe le volte e la sua piccola è nata in automobile.

Claudia, la mamma di Greta, racconta cosa è successo nel pomeriggio di martedì. Sin dalle prime ore del mattino la donna, già mamma di un altro bambino, ha cominciato ad avere le contrazioni. In ospedale l’hanno trattenuta per un po’ e poi a metà mattinata l’hanno dimessa, dicendo che ci vuole ancora un po’ di tempo.

Claudia torna a casa, ma dopo due ore è di nuovo al Buzzi, perché convinta che la piccola stia per nascere. Dopo i controlli medici, i dottori la rimandano a casa perché non è ancora il momento secondo loro. E così mamma e papà riprendono l’auto verso Locate Triulzi, dove vivono.

Ma alle 15 la donna chiama il marito: è convinta che ormai ci sono e, infatti, mentre si dirigono in ospedale, questa volta al San Paolo, Greta decide di venire alla luce, anche se i medici erano certi che ci sarebbe voluto ancora molto tempo.

E proprio in automobile, in uno di questi trasferimenti, che il miracolo della vita ha inizio. Un inizio non proprio facile, sia per la mamma e il papà, alla guida del mezzo, sia per la piccola Greta, come racconta la mamma:

Mi tenevo al sedile dell’auto e alle maniglie, sentivo che la bambina stava nascendo, avevo paura di schiacciarla. Mio marito continuava ad accelerare, è stato pericoloso, ma ormai non avevamo più scelta. Così la bambina è nata, l’ho tirata su, me la sono appoggiata sulla pancia, pelle a pelle, la macchina continuava a correre, a quel punto ho solo sperato che andasse tutto bene.

La neo famiglia è arrivata pochi minuti dopo il parto all’ospedale San Paolo: i medici hanno visitato la mamma e la piccola ed entrambe stavano bene. Per fortuna, ma è già pronta una denuncia, perché, come sottolineato dalla mamma, una cosa del genere è assolutamente inaccettabile.

Via | Corriere

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