La maternità facoltativa: ecco come funziona il congedo parentale

La maternità è un diritto e le donne dipendenti possono scegliere se usufruire del congedo parentale obbligatorio o di quello facoltativo, per poter restare accanto al proprio neonato qualche mese in più.


La maternità facoltativa va a completare i cinque mesi di riposo di cui la mamma ha diritto per legge, per stare accanto al suo bimbo. Di solito sono divisi in due mesi prima del parto e poi tre mesi dopo la nascita. Ci sono donne che non se la sentano di rientrare in ufficio lasciando il piccolo ai nonni o al nido. Magari si sta allattando o semplicemente non si vuole spezzare quella magia che si è creata con il bebè. In questo caso, è possibile fare richiesta della maternità facoltativa o astensione facoltativa.

In che cosa consiste? La mamma lavoratrice può stare a casa altri sei mesi (ha il medesimo diritto anche il papà). Possono diventare 7 mesi, dalla nascita del figlio, se il padre si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi. Non è tutto, i giorni di astensione possono essere richiesti in maniera continuativa o frazionata. Per esempio, una donna può decidere di fare subito tre mesi e poi farne altri tre in un secondo tempo, magari in estate quando i nidi chiudono.

La maternità facoltativa ovviamente penalizza lo stipendio, perché la mamma percepisce il 30 percento del proprio stipendio normale e le vengono però versati interamente i contributi, se utilizzata questa possibilità entro il terzo anno di età del bambino. Se fa richiesta del congedo dopo il terzo anno (e non oltre gli 8 anni) non è retribuita.

Via | Inps
Foto | Pinterest

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