La durata della poppata non è fissa. Varia molto da bambino a bambino e da mamma e mamma. Ciò che conta, soprattutto i primi due mesi, è il risultato, ovvero la crescita del piccolino. Consideriamo che l’indicazione attuale è la poppata a richiesta, ovvero la donna deve porgere il seno al bebè tutte le volte che lo reclama. È quindi molto difficile stabile quanto debba durare: ci sono piccolini che stanno attaccati 20/30 minuti per seno ogni 2 o 3 ore e bimbi che magari hanno bisogno di un contatto più prolungato o più breve ma ripetuto più volte.

Non dovete spaventarvi, non sarà sempre così. La poppata è sicuramente più lunga nei primi giorni dopo il parto, perché la mamma ha poco latte e c’è la necessità di stimolare le ghiandole. Inoltre, sia il piccolo sia la donna devono capire la posizione più comoda e quali sono ritmi più adatti a entrambi. Poi i tempi dovrebbero regolarizzarsi, così come gli orari.

Con la crescita, infatti, il bambino sarà sempre più regolare sia nelle ore notturne sia negli orari dei pasti… giungere allo svezzamento diventerà regolare. Qual è la cosa importante? La pesata, possibilmente doppia, ovvero prima della poppata e subito dopo. Magari registrate il peso del piccolo su un quadernino, così da monitorare gli sviluppi. In termini di tempo, ricordate comunque che la poppata dovrebbe durare massimo un’ora in tutto: di solito è sufficiente 15/20 minuti per seno.

Foto | Pinterest

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