Le storie di bambini scomparsi che ogni giorno leggiamo nei quotidiani o in rete o ascoltiamo in tv o alla radio non riguardano solamente quei piccoli che all’improvviso spariscono nel nulla, mandando nella disperazione mamma e papà. Spesso si tratta di sottrazioni che riguardano solamente uno dei due genitori. E nella maggior parte dei casi si tratta di figli negati ai papà.

Se sono, purtroppo, molte le storie di bambini sottratti dalla mamma o dal papà straniero, che vengono portati via nel paese d’origine del genitore, perdendo così i contatti con una delle due figure genitoriali, sono molte le storie dei papà che, a causa delle sentenze dei tribunali e di decisioni a volte un po’ discutibili, si vedono negare il diritto (e il dovere) di poter crescere i loro figli, di amarli, di essere accanto a loro.

A rappresentare in Italia tutti i papà che si sono visti negare il diritto di essere padre c’è Giorgio Ceccarelli, funzionario direttivo del Comune di Roma, mediatore familiare e attivista che ha fondato le organizzazioni Figli Negati e I Love Dad, oltre ad aver ideato il Daddy’s Pride. In un’intervista l’uomo racconta il suo impegno affinché storie del genere non debbano più essere vissute, dai papà, ma anche dai bambini stessi.

Giorgio Ceccarelli ha deciso di dedicare 20 anni alle missioni umanitarie per difendere e affermare i diritti di tutti, figli, genitori e nonni. Tanti anni quanti quelli che rischiava di passare in carcere dopo che la suocera lo ha fatto arrestare, per i suoi tentativi di opporsi alla decisione dell’ex moglie di trasferirsi in Grecia con la loro bimba. Era il 1996 e per questo ha ideato delle organizzazioni per radunare tutti i papà che, purtroppo, versano nelle stesse condizioni.

Ecco i progetti futuri:

Innanzitutto come presidente delle organizzazioni “Figli Negati” e “I love Papà”, ho intenzione di continuare a portare avanti la causa per la difesa dei diritti degli uomini e dei padri. Inoltre, il mio prossimo progetto è di istituire la Festa dei Figli in Italia. Infatti è dal 2010 che il 15 Giugno ci riuniamo davanti al Parlamento per richiederne l’ufficializzazione perché credo che sia giusto celebrare anche i figli, oltre ai genitori e ai nonni.

Ed è proprio giusto celebrare i figli e garantire a tutti i componenti della famiglia stessi diritti, così come è giusto pretendere gli stessi doveri. Su eDarling l’intervista completa.

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