A noi è capitato di doverla affrontare due volte, e in entrambi i casi mi sento di dire che, più che aggiungere qualcosa che servisse da rimedio, è stato necessario sottrarre qualche fattore potenzialmente responsabile. La prima volta capitò quando la bambina aveva circa tre settimane: iniziò con dei puntini rossi che, piano piano, cominciarono a moltiplicarsi con mio grande (e inutile) disappunto. Andata dalla pediatra, mi sentii dire che era un po’ di candida. Non vi dico il mio stupore: nella mia immensa ignoranza in fatto di lattanti rimasi di sasso al solo sentirla nominare! La dottoressa mi disse che avrei potuto metterle il Canesten, ma aggiunse che, essendo la bambina così piccola, lei mi consigliava di lavarla solo col bicarbonato. Ora, se una pediatra “consiglia”, tu esegui.

Oltre a utilizzare il bicarbonato, mi venne l’idea di eliminare i costosissimi pannolini e sostituirli con quelli di un’altra marca: avevo notato che, quando erano bagnati, si metteva in evidenza una specie di reticolato del rivestimento interno, che le segnava la pelle facendogliela a quadrettini. Non mi sembrava una cosa normale… Essendo quasi estate, poi, avevo la possibilità di lasciarla spesso nuda, con sua somma gioia, visto che poteva sgambettare a piacimento. L’irritazione passò in un paio di settimane: avevo eliminato salviette, detergenti quando non strettamente necessari e anche pasta all’ossido di zinco, preferendo una crema che si assorbisse rapidamente e le lasciasse asciutta la pelle.

La seconda volta che si presentò l’irritazione, però, fu più complicato: avevamo appena iniziato lo svezzamento, e mi venne l’idea di cercare l’alimento che potesse, eventualmente, aggravare la situazione. Alimento immediatamente identificato coi pomodori nella pappa vegetale. Quindi: via pomodori, detergenti, salviette, pasta all’ossido di zinco e benvenuto di nuovo al bicarbonato. Facendo freddo, poi, non potevo più lasciarla a lungo spogliata, così eliminai indumenti troppo aderenti, come le calzamaglie, e passai ai giganteschi pannolini della taglia superiore. Tolte le calzamaglie, iniziò naturalmente la lotta coi calzini, che tutte voi conoscete: messo il calzino, tolto il calzino. Alla fine gliene comprai di giganteschi, e sembrava che la bimba portasse le autoreggenti. Almeno, smise di sfilarseli e i suoi piedini smisero di essere gelati.

Ho capito quindi che il rimedio principale alle irritazioni da pannolino è “togliere” con pazienza. Senza farvi prendere dal panico, poi, ricordate sempre di fare un salto dal pediatra: una visita in più non fa mai male e, anche se l’irritazione da pannolino non è nulla di grave, la maggior parte di noi non ha una laurea in medicina, e non si deve mai sottovalutare nulla. Soprattutto se il bimbo manifesta fastidio o dolore, l’uso di medicinali potrebbe essere necessario. Nel frattempo, cerchiamo di tenere quei poveri culetti all’aria aperta quanto più possibile: tenerli rinchiusi in una busta non è il massimo.

Foto | Flickr

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